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Biografia di FABRIZIO MAFFI - Da http://risorseonline.fondazionefeltrinelli.it/
FABRIZIO MAFFI nasce nel 1868 a San Zenone Po, in provincia di
Pavia, da Francesco e Cristina Gobetti. Dopo gli studi classici,
compiuti tra Massa, Torino e Milano, nel 1888 è ammesso al Collegio
Ghislieri di Pavia e si iscrive alla facoltà di medicina
dell'università di quella città. Durante gli anni universitari si
avvicina agli ambienti socialisti e diventa collaboratore della
"Plebe", attivandosi nella propaganda in città e nelle campagne
dell'Oltrepò e della Lomellina.
Conseguita la laurea nel 1894, è nominato medico condotto a
Bianzè (Vercelli), dove rimane per due anni svolgendo un'intensa
attività politica, che lo spinge anche a candidarsi al Parlamento
nel Collegio di Crescentino (1895). Nel 1896, dopo essersi posto
alla testa di un'agitazione di braccianti, viene allontanato da
Bianzè e inviato a Grosio dove, insieme ad Ausonio Zubiani, fonda
il periodico "Il lavoratore valtellinese". Successivamente, si
trasferisce per un breve periodo a Torino.
Nel 1898, in seguito ad una condanna per motivi politici, ripara
in Svizzera, prolungando la sua permanenza fino al 1907, nonostante
l'amnistia del 1899. Stabilitosi inizialmente nel comune ticinese
di Quinto, vi svolge l'attività di medico condotto e promuove la
fondazione del Sanatorio del San Gottardo nella frazione di
Ambrì-Piotta (luglio 1905), di cui assume la direzione. Nello
stesso periodo conosce Emilia (Milli) Baldini, che sposa e dalla
quale ha quattro figli.
Tornato in Italia, si stabilisce a Viandazzo di Ranica
(Bergamo). Tra il luglio 1909 e il dicembre 1912 è direttore del
Dispensario profilattico antitubercolare di Bergamo, assumendo
inoltre tra il gennaio 1910 e il giugno 1911 la direzione del
Sanatorio Umberto I a Prasomaso (Sondrio). Nelle elezioni politiche
del 1913 viene eletto deputato nelle fila socialiste nel Collegio
elettorale di Crescentino.
Nel 1915 presenta all'Università di Parma una dissertazione
sulla eredo-immunità tubercolare, ottenendo l'abilitazione alla
libera docenza, che gli consente di intensificare il suo impegno
nella lotta antitubercolare e nella diffusione della cultura
igienica. Negli anni del primo conflitto mondiale e in quelli
immediatamente successivi si interessa anche al miglioramento delle
condizioni degli invalidi e degli orfani di guerra, promuovendo la
Lega proletaria mutilati, invalidi, reduci, orfani e vedove di
guerra.
Tra il 1922 e il 1924 è membro del Consiglio superiore della
sanità. Vicino alle posizioni dell'ala massimalista del PSI dopo la
scissione di Livorno, confluisce nella frazione dei "terzini".
Delegato al III, al IV e al V Congresso dell'Internazionale
Comunista, fa parte della Commissione di fusione fra PSI e Partito
Comunista d'Italia nominata al IV Congresso, ma dopo la mancata
fusione, nel 1924 entra nel Partito Comunista d'Italia. Confermato
nella carica di deputato nelle elezioni del 1924 (come già nel 1919
e nel 1921), è oggetto di aggressioni da parte di squadristi
fascisti. Duramente provato dalla morte della moglie Milli nel
1925, nel novembre dell'anno successivo viene arrestato nella sua
casa di Cavi di Lavagna (Genova) e condannato a cinque anni di
confino, prima a Pantelleria e poi a Ustica.
Successivamente trascorre venti mesi a San Vittore, in attesa di
essere giudicato dal Tribunale speciale nel ambito del procedimento
contro i dirigenti comunisti, per essere poi assolto per
insufficienza di prove. Ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma
tra il novembre 1928 e l'aprile 1929, in seguito è inviato al
confino a Campagna (Salerno) e poi a Bernalda (Matera).
Nel 1930 può rientrare a Cavi di Lavagna, dove rimane sotto
sorveglianza fino agli anni della Seconda guerra mondiale,
dedicandosi prevalentemente all'attività di medico e a coltivare i
suoi interessi artistici e letterari. Alla fine del 1943 raggiunge
il fratello Luigi, medico condotto ad Ambrì Piotta, in Canton
Ticino. Nel 1944 si trasferisce a Zurigo, riallacciando i rapporti
con il partito e gli antifascisti militanti. Rientrato in Italia
nel luglio 1945, è componente della Consulta nazionale e
dell'Assemblea costituente e senatore fino al 1953. Muore a Cavi di
Lavagna il 23 febbraio 1955.
La biografia è stata curata da CAeB (Cooperativa Archivistica e
Libraria).
Le notizie sono tratte da:
T. Detti, Maffi Fabrizio, in "Il movimento operaio italiano:
dizionario biografico: 1853-1943", (a cura di) Franco Andreucci,
Tommaso Detti, vol. 3, Roma, Editori Riuniti, 1977, pp. 210-217.
T. Detti, Fabrizio Maffi : vita di un medico socialista, Milano,
F. Angeli, 1987.
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