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Tabasio - http://cornone.googlepages.com/strumenti
Da Lastampa,it
COPENHAGEN
Cento idiomi, fra lingue e dialetti, che includono napoletano, friulano, quechua e gotico, per un totale di due milioni e mezzo di parole, sono alla base del programma per cercare immagini su Internet messo a punto dall’università di Washington e presentato in Danimarca, a Copenhagen, nel convegno internazionale sulla traduzione automatica.
Nonostante la promessa di Internet di una comunicazione globale, spiega Oren Etzioni, che insegna informatica all’università di Washington, restano ancora molte barriere. Per esempio, «una persona che digita la sua ricerca in inglese non trova le immagini etichettate in cinese e viceversa». Il nuovo strumento, che può essere utilizzato anche come traduttore elettronico, si chiama PanImages, è disponibile all’indirizzo web www.panimages.org. e automaticamente traduce il termine della ricerca in 100 lingue.
Cliccando poi sulle singole parole tradotte, compaiono schermate di Google e dal database di foto online Flickr con le immagini trovate in quelle lingue. Intenzione degli autori è andare incontro alle persone che parlano nicchie linguistiche via via che Internet oltrepassa i confini dei maggiori Paesi industrializzati.
Per mettere a punto la memoria linguistica di PanImages sono stati caricati nel programma oltre 350 dizionari online, fra cui molti wikidizionari, ossia dizionari redatti da volontari ai quali ognuno può istantaneamente aggiungere nuovi termini e definizioni.
Da blog.panorama.it
Rose, orchidee, tulipani: sono milioni le immagini di fiori su internet, ma ogni popolo le chiama con la sua lingua. Per non parlare degli ideogrammi cinesi o dell’alfabeto indiano. Un patrimonio che rischia di non essere accessibile a tutti. Come fare per scoprire rapidamente le traduzioni e sfogliare sul web un album fotografico immenso, dal Giappone all’Estonia? I ricercatori dell’università di Washington hanno avuto un’idea: Panimages, un motore di ricerca in cui basta scrivere la parola “fiore” per trovare fototografie in altre lingue, come cinese, francese, tedesco. È, insomma, la chiave d’accesso a una collezione globale di immagini di paesaggi, persone, città.
Dalla lingua degli indiani cheyenne all’esperanto, dalle arcane sillabe in hmong ai dialetti italiani come piemontese e siciliano: sono trecento le lingue di Panimages e 2,5 milioni le parole memorizzate nella sua banca dati. Un sistema che può aiutare le minoranze linguistiche a esplorare internet perché rende accessibili le immagini etichettate in inglese, l’idioma più utilizzato sul web. Il progetto è in crescita: ogni utente può partecipare aggiungendo nuove traduzioni, creando così un vocabolario condiviso. Le immagini sono raccolte dagli archivi di Google e dalla community di fotoamatori Flickr
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